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PIÙ LIBRI, PIÙ STORIE

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Di M. G. Coppola e R. Liardo

I ragazzi del Laboratorio di Giornalismo Cross Medial partecipano alla diretta del programma “Quante Storie”

La giornata del 5 dicembre è stata densa di emozioni per i giornalisti in erba della redazione Parola al Fermi, giornale multimediale dell’omonimo Liceo. Dopo i numerosi successi raggiunti, essi continuano a scalare la cosiddetta “vetta del successo”, arrampicata che oggi li ha condotti fino agli studi allestiti dalla Rai nella Nuvola di Fuksas a Roma, in occasione della giornata di apertura della fiera “Più libri Più liberi”. Ad un anno dalla loro prima visita all’esposizione dell’EUR, zona espositiva del capoluogo laziale, hanno avuto la fortuna, l’onore e la possibilità di assistere alla diretta del programma “Quante Storie”, condotto da Corrado Augias e in onda su Rai 3. L’ansia era palpabile e l’emozione incontenibile ma, nonostante ciò, sono riusciti a porre alcune domande al conduttore che è stato ben lieto di soddisfare le loro curiosità.

 

“Leggendo il passato si capisce meglio come siamo arrivati ad essere ciò che ora siamo” ha detto in una delle sue interviste. E lei, nelle sue azioni presenti o di un recente passato, quanto è stato influenzato dalle esperienze precedenti?

Alle volte ci sono decisioni che si prendono d’istinto, confidando nell’aiuto provvidenziale delle circostanze. Altre volte, invece, l’esperienza soprattutto propria è un valido ausilio che ci permette quantomeno di evitare gli errori più grossolani. Quello che posso dire con certezza è che mai, o quasi, sono stato aiutato dall’esperienza degli altri.

 

Da Parigi a New York, dalla conduzione di programmi di divulgazione culturale a quelli politici, dai romanzi ai saggi, all’opera  “Inchiesta su Gesù”. La sua biografia racconta di lei come un mitico personaggio dalle infinite sfaccettature, quasi paragonabile alla faccia nascosta della luna. Ebbene, qual è stata la sua esperienza più significativa? Quale quella che l’ha segnata maggiormente?

In primo luogo c’è una considerazione generale che riguarda la mia scoperta, avvenuta molti anni fa, di avere energia psichica e fisica sufficiente per scrivere le tre o 400 pagine di un libro. Poi c’è l’esperienza concreta di avere scritto in collaborazione con il professor Mauro Pesce, grande storico del cristianesimo, una vita di Gesù ove il protagonista, nonché cardine della religione cristiana, viene raccontato esclusivamente come uomo spogliato sia fisicamente dalle vesti che teoricamente da teologia e dottrina. È stata una scoperta fondamentale vedere all’opera una grande anima che si ribella al conformismo dei grandi sacerdoti e al potere coloniale romano mettendo in gioco la sua stessa vita.

 

Quanto la fortuna ha inciso nel suo lavoro nel corso degli anni?

Come il grande Machiavelli sostengo che le imprese di una vita, piccole o grandi che siano, sono sempre il risultato di una equazione complessa fatta di volontà, tenacia, talento e un po’ di fortuna.

 

Così si congeda Corrado Augias, dopo essere stato oltremodo disponibile nei confronti dei ragazzi e complimentandosi vivamente per le loro capacità espositive e argomentative.