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MATURI PER DAVVERO?

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Di M. G. Coppola e R. Liardo

Alunni e docenti parlano delle loro aspettative riguardo l’esame di stato

Gli studenti delle classi quinte a giugno andranno incontro ad una prova ben diversa da quella che c’è stata finora, le cui novità principali riguarderanno la terza prova, le prove invalsi, i punti di credito scolastico e la tesina. Una delle novità più rilevanti interesserà le prove invalsi, le quali non saranno più requisito di accesso. Innovazione che, da un lato ha ricevuto feedback positivi, ma dall’altro ha dovuto subire altrettante critiche in quanto le invalsi erano ritenute fondamentali per lo sviluppo delle competenze, intese come combinazione di conoscenze, abilità e atteggiamenti appropriati al contesto. Abbiamo deciso quindi di approfondire la questione con la prof.ssa Mariapiera De Lerma, referente invalsi del nostro istituto, la quale ci ha spiegato la loro importanza in ambito educativo: “Anche se la partecipazione alle prove Invalsi non è requisito di ammissione agli esami di stato è importante sottolineare che i livelli raggiunti nelle prove di italiano, matematica e inglese concorreranno a delineare il curriculum dello studente. L’invalsi non va ad accertare tutte le competenze disciplinari, ma credo sia giusto che la maggior parte dei ragazzi, al termine della scuola secondaria di secondo grado, acquisiscano le competenze e gli strumenti necessari per affrontare un nuovo percorso lavorativo o di studio.” Un’altra novità molto chiacchierata consisterà nell’abolizione della terza prova, la quale fino all’anno scolastico 2017/18 era articolata su più materie e le cui tracce cambiavano di istituto in istituto. Incuriositi dalla reazione studentesca, abbiamo deciso di porre loro alcune domande. Il primo a risponderci è stato Riccardo Ronga della classe 5aF: “L’abolizione della terza prova ha, come tutte le cose, un doppio risvolto. Quello positivo è che la sua abolizione ci permette di dedicare maggior tempo allo studio di materie che saranno oggetto di valutazione nella prima e nella seconda prova. Il risvolto negativo, invece, – continua – è che la terza prova favoriva la capacità di sintesi, una certa ampiezza di vedute e quel sano nozionismo di base senza il quale uno studente finisce per sentirsi in diritto di non studiare più. Infatti, ciò che può sembrare positivo per lo studente, si rivelerà successivamente un fattore limitante”. Un altro interrogativo alquanto lecito in materia “esame di stato” riguardava la preparazione necessaria per affrontare quest’ultimo data l’ingente mole di conoscenze richieste. A soddisfare tale curiosità è stata la prof.ssa Maria Luigia Farinaro la quale afferma: “Non c’è uno schema ottimale che possa essere generalizzato e seguito da  ogni studente poiché ognuno ha un proprio metodo di studio e necessita del proprio tempo per attuarlo.” La docente, però, ha parlato di ‘linee guida’, che sono delle norme indispensabili per conseguire il proprio esame con successo. “Le principali – continua – consistono nell’essere costanti nello studio durante tutto l’anno scolastico ricordando di non sottovalutare alcuna disciplina e di iniziare ad organizzare in anticipo il proprio percorso, così da riuscire a svilupparlo e a modificarlo seguendo anche le direttive dei docenti.” Un altro aspetto da considerare per quanto riguarda la componente studentesca è l’ansia pre – esame  unita al dispiacere di lasciare l’ambiente liceale. A parlarci dell’argomento è Antonio Varricchio, anche lui di 5aF: “Sono d’accordo nel pensare che l’esame di stato vada affrontato con consapevolezza in quanto momento di passaggio dal mondo adolescenziale a quello degli adulti anche identificabile come ‘vita reale’. Il liceo è stata una scuola di vita perché mi ha insegnato a difendere le mie idee e a sfruttare il mio potenziale. Sono anche convinto, però, che l’ansia non porti a niente. Proprio per questo la maturità non mi spaventa poiché la affronterò con la serenità di una persona che sa di aver studiato e che non ha nulla di cui preoccuparsi”. Detto ciò non resta che attendere giugno per vedere altre menti brillanti del Liceo Fermi spiccare il volo per lasciare il nido in cerca di ambienti più adatti alla loro, ormai avvenuta, crescita mentale.