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Il consiglio del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca è giusto da seguire?

Nei giorni precedenti alle ormai passate vacanze di Natale Marco Bussetti, Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, con una circolare ha invitato i docenti di tutt’Italia a non assegnare i compiti per le vacanze agli studenti.

L’invito del Ministro è una palla da cogliere al balzo, è un modo per riflettere su questa tematica così dibattuta da sempre. È sicuramente giusto assegnare i compiti per casa con continuità durante il susseguirsi delle settimane scolastiche. Essi infatti sono un modo per dare continuità al lavoro svolto in classe e sono l’ideale per verificare le conoscenze e le competenze acquisite nell’orario scolastico. Però assegnare dei compiti durante le tanto attese vacanze, diventa un ossimoro, un paradosso, una contraddizione. Sarebbe come costringere un lavoratore a lavorare durante le ferie. Le vacanze sono tali proprio perché sono il tempo nel quale gli studenti “staccano la spina” e si dedicano alla famiglia, agli amici e a loro stessi. L’assegnare compiti costruisce una specie di gabbia che impedisce agli allievi di dedicare tempo alle cose citate prima. Molti insegnanti potrebbero obiettare dicendo che essi servono per dare continuità come i compiti quotidiani e servono per non far dimenticare le cose apprese. Questi sono ragionamenti corretti ma se i docenti sono in vacanza, perché non si può fare un ragionamento uguale con gli studenti? Le feste sono un periodo nel quale bisogna ricaricare le proprie batterie, sono come un time out in una partita di pallavolo o pallacanestro, servono per rifiatare. Non bisogna approfittare dei tanti giorni per affaticare ancora di più gli alunni con ancora più esercizi del solito!

E allora siamo favorevoli all’ozio totale nei giorni di vacanza (che esse siano estive, di Natale o di Pasqua)?