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IL LICEO FERMI SBARCA A PARETE!

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Una nuova sede del Liceo scientifico Fermi verrà aperta a settembre nella ridente “città della fragola”

Di M. G. Coppola e R. Liardo

Sono già diversi anni  che il Liceo Fermi sta attraversando un periodo di massimo incremento di iscrizioni che ha costretto la Dirigente e tutto lo staff a lei affiancato a cercare una soluzione al problema principale del sovraffollamento, cioè la mancanza delle aule. . Si è partiti con le rotazioni saltuarie regolate da un calendario bimestrale, continuando con una rotazione fissa che implicava la frequenza degli alunni per 6 ore giornaliere  (alcune delle quali di 50 minuti), fino ad arrivare all’attuale organizzazione su 6 ore , tutte  di 60 minuti, con rotazione fissa ed entrata alle 8,00 del mattino. Da un po’ di tempo , però, si è diffusa la notizia  dell’apertura di una succursale del Liceo Fermi che potrebbe eventualmente risolvere questo problema o, almeno, attenuarlo permettendo a tutti gli studenti del Liceo  di avere un aula fissa. Il 28 dicembre scorso queste voci sono state confermate da  un post di Facebook del Sindaco di Parete, Gino Pellegrino il quale ha annunciato che la succursale del rinomato liceo aversano avrà sede nella cosiddetta “città della Fragola” al primo piano del Municipio cittadino. Curiosi di saperne di più abbiamo intervistato la preside dell’Istituto, Adriana Mincione, che è stata ben lieta di informarci sulle novità in arrivo.

“Quella di Parete sarà una sede di eccellenza dove gli studenti potranno fare scambi culturali internazionali e avranno la possibilità di usufruire di borse di studio seguendo un percorso di approfondimento” assicura il  sindaco Pellegrino.

Sarà vero che entrambe offriranno le stesse opportunità?

“Sono d’accordo con questa affermazione – risponde la preside Mincione – perché l’idea di una succursale è nata lo scorso anno per agevolare i ragazzi di Parete che, a causa della mancanza di aule, non potevano iscriversi al nostro Liceo. Non penso ci saranno differenze tra le due sedi nonostante i 50 anni di storia della scuola e, in ogni caso, cercheremo di partire con metodologie nuove che, magari, non siamo riusciti ad attuare prima d’ora.” Le attività extracurriculari come PON, progetti e molto altro  verranno svolte in entrambe le sedi ma il grande desiderio della preside per questa nuova parte di scuola è attuare una metodologia a ‘classi aperte’ in cui i ragazzi devono spostarsi da un laboratorio all’altro per seguire le lezioni. “Un altro degli obiettivi che mi piacerebbe raggiungere – continua la Dirigente – è l’abolizione della sesta ora e delle rotazioni così da far sentire tutti anche responsabili della propria aula,  responsabili della sua cura e della sua tutela.. La vostra aula rispecchia il vostro modo di essere alunni, sentirsela propria e rispettarla è fondamentale.” Sorge spontanea la riflessione sulla possibilità che la nuova utenza possa sentirsi o meno parte integrante del Liceo. “Possiamo considerare la sede di Parete come un liceo ‘di serie B’? “Penso – risponde ancora la Preside – che niente sia di serie B, siamo noi a sentirci tali. La differenza la fanno le persone, non le strutture. È fondamentale per un territorio con grandi esperienze a livello politico dare ai suoi cittadini un luogo di cultura che affondi le radici nella propria terra.. Se quella sede diventerà un modello di innovazione dipenderà dai docenti che crederanno in questa iniziativa e dagli alunni che diventeranno delle eccellenze. Noi puntiamo su di voi, quante più opportunità vi diamo, tanto più possiamo arricchire il nostro territorio.” Uno dei dilemmi, forse il più cruciale, per famiglie e  per gli studenti è la collocazione dei ragazzi all’interno delle due sedi, dubbio che Adriana Mincione ha provveduto a chiarire: “Gli alunni all’atto dell’iscrizione possono scegliere indirizzo e sede di frequentazione, dato che abbiamo in programma di istituire  una sezione ad indirizzo  biomedico, una di scienze applicate e una di scientifico tradizionale e, avendo a disposizione all’incirca 15 aule, i corsi potranno essere completi dalla prima alla quinta.” “Una scuola proiettata verso il futuro, – tiene a precisare la Preside – ma allo stesso tempo ricordando sempre le proprie radici, da dove si è partiti. Ricordare il passato, infatti, è un raccontare per raccontarsi in modo da riaccendere la speranza di cambiamenti possibili nel sociale di cui ci si sente parte”. Così ci saluta la preside Mincione, con l’augurio di un futuro migliore e con la speranza che gli errori commessi in passato possano essere la base per una società attenta alle esigenze del territorio.