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CONVEGNO SULLA LUDOPATIA: QUANDO IL GIOCO NON È PIÙ GIOCO

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Il Liceo Fermi ospita l’incontro sulla dipendenza dal gioco

Di M. Mangiacrapa e C. Sarmiento

Il giorno 23 gennaio, a partire dalle ore 10:00, in Aula Magna, si è tenuto un convegno dal nome “Non giocarti il futuro” al quale hanno partecipato due studenti per classe, dal secondo al quinto anno. Il convegno ha ripreso una delle tematiche trattate durante la settimana precedente, ovvero la “settimana dello studente”, con lo scopo di sensibilizzare gli adolescenti sul pericolo della ludopatia, la dipendenza dal gioco. Durante l’incontro erano presenti la Prof.ssa Teresa d’Aniello, docente di Lettere, le docenti Silvana Pernisi e Annagrazia Rambone, entrambe responsabili dell’alternanza giuridico-economica. I relatori che hanno tenuto il convegno sono stati la Dott.ssa Fiorella Cannavacciuolo, psicologa che ha elaborato un report sugli studenti del Fermi in merito all’argomento principale; il Dott. Corrado Lembo, procuratore della Repubblica che si è soffermato soprattutto sugli aspetti che riguardano la degenerazione illegale della patologia e il legame che essa ha con la criminalità organizzata; la Dott.ssa Lina Nuzzolo, responsabile del reparto dipendenze dell’ASL di Caserta che ha illustrato l’impegno e i servizi messi a disposizione dall’ASL e per finire il Dott. Roberto Malinconico, responsabile del reparto di dipendenza da gioco d’azzardo dell’ASL di Caserta che ha illustrato le attività che svolge con i suoi pazienti affetti da questa patologia, come diversi lavori di gruppo – riportando dunque una propria esperienza diretta – e parlando del testo “Il gioco senza sorriso”, di cui è anche autore. Durante i vari interventi si è discusso non solo della dipendenza da gioco ma anche di come ci sia una stretta correlazione tra chi fa uso di alcool e chi gioca: un rapporto di cui non ci si rende sempre conto. Sono stati messi quindi tutti questi pericoli sullo stesso piano. Spesso infatti, chi soffre di tale dipendenza proviene da famiglie dove la ludopatia rappresentava già un problema. La Prof.ssa d’Aniello, che si è occupata dell’organizzazione dell’evento, si è dimostrata molto entusiasta dell’incontro e ha spiegato che, quello della ludopatia, è un tema da sviluppare molto più a fondo e dunque si dovrebbe pensare ad organizzare altre iniziative del genere, progettando magari un vero e proprio percorso per i ragazzi oppure pensare ad un presidio psicologico interno alla scuola, che si dimostrerebbe sicuramente molto utile. Inoltre, spiega la docente: “Quello che mi ha sorpresa è stata la richiesta sopraggiunta dai ragazzi. Significa che il problema esiste – come rilevato anche dai dati della Dott.ssa Cannavacciuolo – e che si ha la volontà di affrontarlo. Pertanto, mi auguro che questa iniziativa possa essere foriera di nuove esperienze.” Tra gli studenti che hanno seguito il convegno c’è Chiara Grassia, 3G che racconta di averlo trovato molto interessante, anche perché la dipendenza dal gioco è una tematica che coinvolge molto il mondo adolescenziale e a tale proposito afferma: “Quest’esperienza mi ha colpito tanto. È stata molto utile per sensibilizzare noi ragazzi. Credo, inoltre, di aver imparato che è meglio star alla larga da questo circolo vizioso.” Si può dunque affermare che il convegno ha raggiunto il suo obiettivo, come ci conferma anche un altro studente che ha preso parte all’iniziativa, Raffaele Grassia, 4F che spiega come questa sia stata un’occasione per informarsi di più sulla diffusione della ludopatia e di come ne sia uscito più consapevole sul rischio che il fenomeno del gioco comporta: “È stato molto interessante in quanto si è affrontata una tematica quanto mai attuale. Tra le notizie più sconcertanti che ci sono state riportate, ho trovato molto grave che ingenti somme di denaro vengano sperperate nel gioco d’azzardo dai miei stessi coetanei.” La ludopatia è una grave dipendenza che sta dilagando sempre di più e organizzare convegni del genere per i ragazzi rappresenta sicuramente un punto di partenza per fermare il fenomeno. Si spera, dunque, in maggiori iniziative simili improntate sull’educazione e sulla prevenzione.