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“SE QUESTO È UN UOMO”

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Gli studenti del Fermi ricordano la Shoah

Di I. Costanzo, R. Serra e A. Coppola

Come ogni anno, il 27 gennaio si ha una ricorrenza internazionale: il Giorno della Memoria. Un momento dedicato alla commemorazione delle vittime della Shoah, termine ebraico che indica una “grande tempesta”. Per l’occasione, mercoledì 23 gennaio 2019, alcune tra le classi quinte, sezioni D, E, F e G, hanno avuto l’opportunità di assistere ad uno spettacolo di valore storico e morale particolarmente importante. La rappresentazione teatrale ha avuto luogo  al Teatro Cimarosa dove gli alunni partecipanti si sono ritrovati alle ore 9. Gli interpreti hanno raccontato introspettivamente l’orrore dei campi di concentramento recitando dei passi tratti dalla celebre opera di Primo Levi, scrittore, chimico e partigiano italiano “Se questo è un uomo”. Il romanzo è una delle testimonianze più rilevanti dell’epoca nazista, soprattutto grazie al coinvolgimento narrativo che suscitano le esperienze, vissute in prima persona, raccontate dall’autore. L’autenticità delle parole è stata trasmessa perfettamente dagli attori che hanno saputo adattare il testo per renderlo quanto più possibile vicino alla realtà di una folla di adolescenti. Infatti, l’opera non è risultata affatto cupa o statica grazie ad alcuni espedienti utilizzati dagli interpreti che hanno assicurato il successo della rappresentazione. A rendere unica la scena è stato soprattutto il tocco personale della regista; infatti, a fine atto, tutti gli attori hanno indossato un naso rosso. Questo gesto inusuale è stato un tributo al nonno della regista che, durante il secondo conflitto mondiale, rallegrava i bambini spaventati dalla guerra in Kenya, comportandosi da “pagliaccio”. Nonostante la singolarità del tocco finale, tutti gli studenti hanno vivamente apprezzato lo spettacolo. Racconta Salvatore Di Gaetano, 5D: “Gli attori sono stati in grado di calarsi nella parte di coloro che hanno vissuto l’orrore dei campi nazisti, la loro grande espressività ha lasciato a tutti i presenti una strana sensazione di angoscia. Mi ha colpito molto la storia rappresentata stamani, una rivisitazione di un sogno che il nonno della produttrice, che ha vissuto la guerra in prima persona, faceva tutte le notti. Questo spettacolo ha suscitato in noi un senso di pietà, empatia e solidarietà nei confronti delle persone che hanno sofferto la brutalità del nazionalsocialismo. È importante che i ragazzi abbiano rispetto nei confronti di questi momenti di memoria, e si deve continuare l’opera di sensibilizzazione nei confronti dei temi che hanno caratterizzato la Seconda Guerra Mondiale, come l’odio razziale”. Questo importante incontro, tenutosi pochi giorni prima della Giornata della Memoria, è stato un’occasione per gli studenti del nostro Liceo di confronto con una rappresentazione di fatti accaduti realmente che costituiscono una delle pagine peggiori della nostra storia. È fondamentale che ogni ragazzo conosca questi terribili fatti accaduti nel secolo scorso, in un mondo che si definiva “sviluppato”. Liliana Segre, senatrice a vita superstite dell’Olocausto, ha recentemente dichiarato in merito: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.