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“UN MINUTO PER CREARLA, UNA VITA PER ELIMINARLA”

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Panel sulla disinformazione al Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari

Di A. CoppolaQuando le fake news riguardano argomenti quali l’ alimentazione, le diete e più in generale il cibo, allora le conseguenze possono essere anche molto gravi. E’ di questo che si è discusso nell’evento a cui hanno partecipato gli studenti del Laboratorio di giornalismo Cross Medial del Liceo scientifico Enrico Fermi di Aversa, in cui si è analizzato quanto la disinformazione possa causare danni anche irreversibili. I ragazzi hanno avuto l’opportunità di partecipare al Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari in provincia di Gorizia, e il 13 giugno, nella seconda giornata del Festival, hanno assistito al panel introdotto e moderato dal giornalista de “Il Piccolo”, Stefano Bizzi proprio sulla disinformazione, alimentata dalle cosiddette “bufale”. L’incontro è iniziato con una breve introduzione del moderatore, seguito dall’intervento di David Puente, giornalista di Open. L’esperto ha spiegato che le fake news solitamente nascono da due problemi di comunicazione: la fretta, in quanto spesso le persone non hanno tempo di controllare la veridicità delle notizie condivise, e l’eccesso di fiducia: succede che ci fidiamo ciecamente di persone che riteniamo affidabili. È così che si crea il danno della ‘bufala’, che spesso viene diffusa senza controllo per ricevere l’approvazione del popolo di Internet, tramite l’uso dei “likes”. La parola è poi passata a Bruno Mastroianni, filosofo ed esperto di comunicazione, che ha sottolineato l’utilità di verificare le fonti delle notizie che condividiamo. Ha quindi condiviso alcuni escamotage per riconoscere le fake news, che spesso presentano titoli altisonanti e dichiarazioni esagerate, seguite da immagini decontestualizzate. È sempre importante procedere al fact checking delle notizie che leggiamo, attraverso siti specializzati. L’esperto, avendo lavorato anche per programmi scientifici, tra cui Superquark, ha dichiarato quanto sia importante essere cittadini informati: ognuno di noi dovrebbe avere conoscenze fondamentali della realtà che ci circonda, ricordando sempre che non è possibile conoscere tutto di qualsiasi argomento, ed in caso di dubbi e perplessità riguardo a tematiche a noi sconosciute, bisogna sempre rivolgersi ad esperti, che ne sanno più di noi e sono sicuramente più affidabili dei ciarlatani che popolano la rete ed il mondo dell’informazione in generale. Successivamente è intervenuto Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca del CREA – Centro Ricerca Alimenti e Nutrizione, che ha puntato l’attenzione sulle notizie false in ambito alimentare. Queste nascono dall’ansia che abbiamo nei confronti degli alimenti: ci chiediamo sempre se i cibi che consumiamo ci fanno male e leggiamo, spesso morbosamente, le etichette alimentari. Un esempio lampante di fake news legata al cibo di cui si è discusso è quella della nocività del glutine: gli “pseudoesperti” che sostengono questa teoria asseriscono che questa sostanza sia nociva anche per le persone non affette da celiachia. Questo è assolutamente falso ed è sconsigliato consumare alimenti senza glutine in assenza del giudizio del nutrizionista: il glutine viene sostituito da zuccheri, certamente non più sani di queste proteine.Negli ultimi anni è stata in voga anche la moda della dieta dei gruppi sanguigni, che prevede un’assunzione dei nutrienti variabile in funzione delle proprie caratteristiche genetiche, ovviamente anche questa teoria è assolutamente infondata. È poi intervenuta Antonella Calabretti, professoressa di legislazione farmaceutica all’Università di Trieste che ha posto l’attenzione sulla esagerata produzione di integratori alimentari, più semplici da immettere in commercio dei comuni farmaci. La dottoressa ha analizzato gli effetti dei suddetti supplementi sull’organismo, soffermandosi sulla differenza tra le vitamine naturali e quelle prodotte artificialmente dalle aziende farmaceutiche. Durante questo incontro i ragazzi del Cross Medial hanno capito che la disinformazione fa leva sulle necessità delle persone: i diffusori di fake news in ambito scientifico ci fanno facili promesse che portano al raggiungimento di risultati enormi in tempi brevi, a differenza degli scienziati che richiedono tempi enormemente dilatati per giungere a solide conclusioni. È importante che i ragazzi imparino a riconoscere i “venditori di fumo”, anche attraverso una meticolosa revisione delle fonti per gli articoli che leggono.